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Amatrice 26-27 gennaio 2017 "Io non crollo" obiettivo raggiunto

27/01/2017

26-27 gennaio 2017, Impegno

e spirito di generosità

per Amatrice

dal gruppo "Io non crollo"

 

Amatrice 26-27 gennaio 2017 "Io non crollo" obiettivo raggiunto

 

Alessandra Eviani si è prodigata ad immortalare momenti salienti con Foto e Video che sono pubblicati ai collegamenti di questi link: Foto  - Video.


Dopo aver viaggiato la notte di oggi 26 01 17, dalle ore 00.15, alle 9.30, la coratina Alessandra Eviani e gli altri quattro componenti del gruppo "Io non crollo", tutti felici di poter fare felici altre persone, sono arrivati a Crognale, una delle molte frazioni di Amatrice in provincia di Rieti capoluogo L'Aquila.  Una veloce colazione e subito al lavoro.

 

I prodotti portati a destinazione, circa 400 quintali a bordo di tre camion, vengono scaricati negli spazi  idonei dell'Azienda agricola dove il gruppo, facente parte di "Io non crollo", si è fermato.

Questo posto, uno dei pochi in cui alcune strutture non sono crollate,  è diventato un centro di distribuzione dove le persone che intendono avvalersi dell'aiuto del gruppo ritirano i prodotti a loro utili, distribuiti, sempre felici di essere per gli altri, dagli addetti del gruppo "Io non Crollo", che si promettono di intraprendere altre iniziative simili.

 

E tra i tanti prodotti un grande e apprezzato gesto di un bambino coratino che ha indirizzato ai Vigili del Fuoco un  suo disegno: "Siete i nostri Angeli-Eroi, grazie per aver salvato tante persone" ha scritto il bimbo coratino Aldo Fariello su di un disegno, raffigurante un Vigile del Fuoco, che è stato consegnato dai volontari di "Io non crollo", che l'hanno portato per tutto il viaggio in evidenza sul cruscotto di un camion, in occasione della loro visita di solidarietà.

 

Molto grati sono stati i destinatari di quanto distribuito durante questo progetto di grande valore umano portato a compimento da alcune persone di buona volontà appartenenti al gruppo "Io non crollo" che conoscono molto bene l'importanza degli eventi negativi. Loro non sono persone ricche o altolocate che non conoscono il valore del sacrificio, sono persone semplici, persone che vivono le realtà della vita e solo "le persone che danno il loro aiuto, in genere, sono persone che conoscono molto bene le negatività della vita", persone che sono felici soltanto se in cambio ottengono un semplice "grazie". persone di Polignano, Mola, Monopoli, Triggianello, Cassano, Noicattaro, Ruvo, Corato, Bari.

 

E domani 27 01 2017, gratificati per l'accoglienza e l'apprezzamento avuto da questi nostri "fratelli della vita", i partecipanti a questo progetto, più felici di prima faranno ritorno alle loro case, alle loro famiglie e al loro lavoro e riprenderanno le loro abitudini e impegni della vita portando sempre nel cuore la grande soddisfazione di aver fatto qualcosa per qualcuno, per aver dato il loro supporto e il loro sorriso per alleviare la sofferenza nata dal triste evento sismico di coloro che sono stati avvolti e che i questo momento soffrono e per aver strappato loro un sorriso e impressa in loro la certezza di non essere soli.

 

La gratificazione più grande? sicuramente, per gli operatori di questa "spedizione di solidarietà" sarà il loro costante desiderio di rifare ciò che hanno fatto in questa occasione.

 

La gioia e la sofferenza viaggiano sullo stesso binario, non si può mai dire "meno male che non è capitato a noi" per questo all'umanità necessita di pensare a ciò che la natura ci riserva. Per avere la conferma di questo modo di pensare necessita conoscere le negatività della vita da sempre presenti nel mondo. Per questo consigliamo di soffermarci un po' per capire cos'è la natura e perché la gente deve  essere unita, il perché di queste negatività sicuramente non lo sapremo mai, intanto possiamo immaginare, da ciò che è accaduto, cos'altro si potrebbe verificare.

 

Innanzitutto ci teniamo riportare un breve colloquio che ci è saltato agli occhi dalla pagina Facebook di Alessandra Eviani:

"A che penso? ....penso a te Davide....alla tua mamma e al tuo papà..., persone stupende ....umili come lo sei te......penso che noi tutti siamo fortunati ... ma non ce ne rendiamo conto.....penso che per quanti viaggi si possano fare in questi luoghi colpiti dal sisma... si porti a casa un pezzo di cuore infranto ....... ma nello stesso tempo pieno di gioia per un semplice sorriso e grazie .... ricevuto da chi non ha più niente......."

 

In ultimo facciamo sapere che secondo noi siamo di fronte ad un esempio positivo e riflettere per valutare simili iniziative, rende buon senso e voglia di partecipazione.

 

 

Poi consigliamo di fare una carrellata di fatti e di situazioni preesistenti e attuali create dalla Natura in Italia:

 

Da fonti storiche e provenienti da varie Testate giornalistiche, che riflettono la realtà del vissuto, si denota che:

  

Amatrice: Amatrice (L'Amatrici in dialetto sabino) è un comune italiano di 2 632 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio. È appartenuta storicamente all'Abruzzo sotto i regni di Sicilia, di Napoli, delle Due Sicilie e d'Italia, restando inclusa di volta in volta nel Giustizierato d'Abruzzo (1265-1273), nell'Abruzzo Ulteriore (1273-1806), nell'Abruzzo Ulteriore II (1806-1860) e nella provincia dell'Aquila (1860-1927). Dal 1806 al 1926 fu parte del distretto e poi del circondario di Cittaducale. Dal 1927, per mano del regime fascista, Amatrice fu aggregata alla nascente provincia di Rieti insieme a tutto il circondario di Cittaducale.

 

Fa parte della Comunità montana del Velino ed è sede del polo agroalimentare del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Nel 2015 è entrata nel club dei Borghi più belli d'Italia.

 

Reperti archeologici dimostrano che la conca d'Amatrice fu abitata dall'uomo sin dall'età preistorica. La vicinanza al tracciato dell'antica via Salaria favorì lo sviluppo di insediamenti nel territorio amatriciano già in epoca preromana. All'epoca romana risalgono i resti di edifici e tombe rinvenute in diverse zone del territorio, noto per gli scrittori romani come Summa Villarum, termine con il quale si identificava per esteso tutta l'area attualmente occupata dal comune di Amatrice. Nel 568 i Longobardi invasero l'Italia e costituirono il Ducato di Spoleto suddividendolo in Comitati e Gastaldati e il territorio dell'odierna Amatrice passò sotto il Comitato di Ascoli.

 

L'Italia è storicamente interessata da frequenti terremoti sin dal Medioevo e il territorio abruzzese è caratterizzato da una notevole attività sismica, legata prevalentemente a processi di distensione crostale e a testimonianza  (uno dei più disastrosi terremoti quello di Avezzano, Abruzzo in provincia di L'Aquila (13 gennaio 1915), 30.519 morti.

 

Il Corriere della città, spiega che: A causa della formazione della catena appenninica l’Abruzzo (zona sismica 1) è tra le regioni più esposte ai terremoti; la città di L’Aquila, a partire dal 1300 è stata colpita da terremoti distruttivi più volte e in epoche diverse: si ricordano i terremoti del 1315, 1349, 1461, 1703, 1762 ed il recente terremoto del 2009. Alle ore 3.32 del 6 aprile 2009 un sisma di magnitudo Mw=6.3 ha devastato il centro storico della città di L’Aquila, decine di paesi e provocato 308 vittime.

 

Il 24 agosto 2016 Amatrice è stata gravemente danneggiata da un terremoto di magnitudo 6.0 della scala Richter, prodottosi alle 3:36 nell'area reatina con epicentro nella vicina Accumoli; proprio Amatrice ha pagato il maggior tributo di vite umane all'evento: sulle 299 vittime totali ben 235 sono morte nel suo territorio, che ha visto distrutta la gran parte degli edifici pubblici e privati.

 

Da Fanpage, Valerio Renzi

in un suo articolo del 25 agosto 2016 dice:

 

Amatrice e le altre: impegniamoci

per non farle diventare città fantasma

Solo Amatrice ha 71 frazioni. Un'antropizzazione molecolare e antichissima, che si amalgama in un tutt'uno con il paesaggio e che dopo il sisma rischia di scomparire per sempre. Impegniamoci affinché ciò non accada.

 

Durante le prime fasi dei soccorsi, è stato realizzato dall'Esercito un tratto alternativo al ponte a tre occhi, reso pericolante dal terremoto, per ripristinare un collegamento agibile in direzione L'Aquila. In seguito, il ponte su tale tratto ha preso il nome di "Ponte della Rinascita" a voler simboleggiare l'intenzione di ricostruire e far rivivere la zona. La Torre di Amatrice che aveva resistito alle scosse di agosto, insieme ad altri edifici, ha ceduto purtroppo alla successiva scossa, di entità paragonabile alla prima, del 30 ottobre prodottasi intorno alle 8:00; quest'ultima scossa importante ha anche reso vani la maggior parte dei lavori di messa in sicurezza effettuati dai volontari nelle settimane precedenti. Il 18 gennaio 2017 una serie di quattro nuove scosse con magnitudo superiore a 5 ha colpito Amatrice, provocando nuovi crolli alle strutture già lesionate dai precedenti sismi, abbattendo quanto rimaneva del campanile della chiesa di Sant'Agostino.

 

Sempre da Fanpage:

Duecentoquarantre morti. Questo il bilancio delle vittime che la scorsa notte ha devastato alcuni comuni a cavallo tra Lazio e Marche mentre scriviamo. Una conta destinata inevitabilmente a salire ancora. Paesi interi, borghi centenari, cancellati in pochi secondi. Le immagini aeree ricordano il paesaggio di città bombardate da artiglieria e aviazione per settimane. Ad Arquata, Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto è bastata una scossa di poche decine di secondi di magnitudo 6.0.

 

"Amatrice non esiste più". Il primo commento ieri mattina del primo cittadino Sergio Pirozzi: di minuti in minuto, quando la dimensione della distruzione si faceva mano mano più chiara la conferma che quella frase era tutt'altro che esagerata. Ieri Matteo Renzi è volato ad Amatrice, ha visitato con il ministro Del Rio il centro del paese, incontrato i vertici della Protezione Civile e delle istituzioni locali. La promessa è ovvia: le risorse saranno immediatamente stanziate, l'impegno per la ricostruzione immediato.

 

Il rischio che Amatrice e le altre diventino ghost town è concreto. Per non parlare delle frazioni, un'antropizzazione antica e capillare: Aleggia, Bagnolo, Capricchia, Casale, Casale Bucci, Casale Nadalucci, Casalene, Casale Nibbi, Casali della Meta, Cascello, Castel Trione, Collalto, Collecreta, Collegentilesco, Collemagrone, Collemoresco, Collepagliuca, Colletroio, Colli, Conche, Configno, Cornelle di Sopra, Cornelle di Sotto, Cornillo Nuovo, Cornillo Vecchio, Cossara, Cossito, Crognale, Domo, Faizzone, Ferrazza, Filetta, Fiumatello, Francucciano, Forcelle, Moletano, Musicchio, Nommisci, Osteria della Meta, Pasciano, Patàrico, Petrana, Pinaco Arafranca, Poggio Castellano, Poggio Vitellino, Prato, Preta, Rio, Retrosi, Roccapassa, Rocchetta, Saletta, San Benedetto, San Capone, San Giorgio, San Lorenzo a Pinaco, San Martino, Santa Giusta, Sant'Angelo, San Tomasso, Saletta, Scai, Sommati, Torrita, Torritella, Varoni, Villa San Cipriano, Villa San Lorenzo a Flaviano, Voceto.

 

Leggendoli uno per uno ci si rende conto del patrimonio che rischia di andare perduto.

 

Ora parliamo dell'ultimo sisma che si è verificato sempre a L'Aquila il 18 01 2017, seguito dalla slavina di grossa entità, migliaia di tonnellate  di neve, che alle 17:40 circa ha sommerso l'hotel Rigopiano di Farindola spostandolo di sana pianta addirittura di alcuni metri. Il numero tragico di quest'ultima tragedia di Rigopiano, dalle ultime notizie di dominio pubblico, è di 29 vittime e 11 sopravvissuti. Un terremoto quello del 18-01-2017, alle ore 10:25, 11.14, 11.25 e 14.33, sequenza di quattro forti scosse, di magnitudo superiore a 5, con massima pari a 5,5 in provincia/zona L'Aquila

 

Da cenni di cronaca di dominio pubblico: "La frazione Rigopiano è passata nella cronaca nera italiana per via della tragedia ivi avvenuta il 18 gennaio 2017. Dopo l'ennesima scossa del terremoto del Centro Italia, l'Hotel Rigopiano venne investito da una valanga proveniente da una linea di cresta del Monte Tremoggia (Gran Sasso). Le persone al suo interno, al momento della tragedia, erano 40 di cui 29 sono defunte e 11 sono sopravvissute. I soccorsi arrivarono all'alba del giorno seguente, visto che la valanga aveva sommerso tutte le vie di comunicazione con la frazione".

 

Da INVG è possibile seguire il verificarsi dei terremoti in Italia con dati in tempo reale, ad esempio:

 

Di terremoti e magnitudi  ne danno costanti notizie in tempo reale, INGV http://terremoti.ingv.it/it/,

 

Ricerca terremoti: Qualsiasi nel raggio di 30 km

 

Ci siamo dilungati come sempre in occasioni di una data importanza al fine di una concreta conoscenza per poter capire e valutare cos'è la natura e chi è l'uomo.

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